
Veniamo tacciati di pubblicazione di atti falsi quando, semplicemente, ci siamo limitati a pubblicare documenti estratti dal sito della Regione Calabria. In particolare, abbiamo pubblicato due avvisi, da noi definiti “bando vecchio” e “bando nuovo”, che abbiamo allegato chiedendo delucidazioni in merito.
Quel che è certo è che non siamo falsari, in quanto non siamo noi gli autori del presunto “falso”. Del resto, non ci siamo limitati a pubblicare frasi virgolettate, ma abbiamo allegato i due avvisi sia nella prima nota che nella seconda.
Abbiamo sbagliato ritenendo che l’avviso pubblico “per l’individuazione di 5 giornalisti professionisti da assegnare all’Ufficio Stampa della Giunta Regionale, con funzioni di redattore ordinario, per le attività di comunicazione previste dai piani di comunicazione dei programmi operativi 2007/2013, cofinanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dal Fondo Sociale Europeo” fosse successivo a quello “per la selezione di 5 esperti esterni per l’incarico di giornalisti professionisti con funzioni di redattore ordinario per le attività di comunicazione previste dal Piani di Comunicazione dei Programmi Operativi Fesr e Fse 2007-2013”? Se è così, siamo pronti a riconoscere l’errore e a farne pubblica ammenda.
Probabilmente, siamo stati tratti in inganno dalla qualifica di “redattore ordinario” presente nel bando che la Regione Calabria chiarisce essere l’unico in essere, in quanto l’altro sarebbe riconducibile alla procedura esauritasi nell’aprile 2010. Il nostro errore sarebbe, quindi, legato alla supposizione che la Regione Calabria, accortasi di un evidente svarione presente nel bando, lo abbia corretto in corsa secondo i criteri dovuti alla qualifica ed alle funzioni richieste.
La Regione Calabria, invece, conferma che l’unico avviso in essere è quello relativo al “Decreto n. 76 del 12 gennaio 2011 che comprende, come parte integrante e, quindi, tra gli allegati «l’Avviso Pubblico per la Selezione di n. 5 (cinque) giornalisti esperti esterni per l’incarico di giornalisti professionisi con funzioni di redattore ordinario per le attività di Comunicazione previste dai Piani di Comunicazione dei Programmi Operativi Fesr e Fse 2007/2013» – dicembre 2010”.
La Regione Calabria, invece, conferma che l’unico avviso in essere è quello relativo al “Decreto n. 76 del 12 gennaio 2011 che comprende, come parte integrante e, quindi, tra gli allegati «l’Avviso Pubblico per la Selezione di n. 5 (cinque) giornalisti esperti esterni per l’incarico di giornalisti professionisi con funzioni di redattore ordinario per le attività di Comunicazione previste dai Piani di Comunicazione dei Programmi Operativi Fesr e Fse 2007/2013» – dicembre 2010”.
In tal caso, però, la questione si complica: le funzioni di “redattore ordinario” sono ben definite e regolamentate esclusivamente dal contratto nazionale di lavoro giornalistico. In buona sostanza, il “redattore ordinario” è un lavoratore dipendente, quindi con contratto di lavoro subordinato.
Viceversa, l’«esperto esterno», come si evince dalla stessa espressione letterale del termine, è tutt’altra cosa. A chiarirlo è la stessa Regione Calabria che nel bando, cosiddetto “buono”, scrive: “Il rapporto giuridico-economico tra la Regione Calabria e gli esperti è regolato con contratto di lavoro/disciplinare di incarico individuale, in base all’istituto della collaborazione coordinata e continuativa e della consulenza professionale, sulla base delle valutazioni poste in essere dall’amministrazione regionale”.
Va da sé che l’«esperto esterno» «consulente» non può certo svolgere le funzioni previste all’articolo 6 del cosiddetto “bando buono” che prevede, invece, ben definite funzioni di “redattore ordinario”. Dunque, il bando appare, quantomeno, irregolare per la presenza dell’evidente contraddizione. Non crediamo, infatti, minimamente che la Regione Calabria abbia ipotizzato di assumere lavoratori dipendenti con contratti mascherati da consulenti esterni.
Viceversa, l’«esperto esterno», come si evince dalla stessa espressione letterale del termine, è tutt’altra cosa. A chiarirlo è la stessa Regione Calabria che nel bando, cosiddetto “buono”, scrive: “Il rapporto giuridico-economico tra la Regione Calabria e gli esperti è regolato con contratto di lavoro/disciplinare di incarico individuale, in base all’istituto della collaborazione coordinata e continuativa e della consulenza professionale, sulla base delle valutazioni poste in essere dall’amministrazione regionale”.
Va da sé che l’«esperto esterno» «consulente» non può certo svolgere le funzioni previste all’articolo 6 del cosiddetto “bando buono” che prevede, invece, ben definite funzioni di “redattore ordinario”. Dunque, il bando appare, quantomeno, irregolare per la presenza dell’evidente contraddizione. Non crediamo, infatti, minimamente che la Regione Calabria abbia ipotizzato di assumere lavoratori dipendenti con contratti mascherati da consulenti esterni.
LA NOTA DELLA REGIONE CALABRIA
CATANZARO – Il Dipartimento regionale “Programmazione Nazionale Comunitaria” risponde alla nuova nota diffusa dal Segretario del Sindaco dei giornalisti calabresi Carlo Parisi, relativa all’Avviso pubblico indetto dalla Regione per la “selezione di n. 5 (cinque) esperti esterni per l’incarico di giornalisti professionisti con funzioni di redattore ordinario per le attività di comunicazione previste dai piani di comunicazione dei programmi operativi Fesr e Fse 2007/2013”:
“Si ribadiscono – scrive il Dipartimento – ancora una volta, in maniera più esplicita, alcuni dati che, evidentemente, sono sfuggiti all’attenzione solo del Segretario regionale del Sindacato dei giornalisti calabresi.
1) Esiste il Decreto n.76 del 12 gennaio 2011 che comprende, come parte integrante e, quindi, tra gli allegati “l’Avviso Pubblico per la Selezione di n.5 (cinque) giornalisti esperti esterni per l’incarico di giornalisti professionisti con funzioni di redattore ordinario per le attività di Comunicazione previste dai Piani di Comunicazione dei Programmi Operativi FESR e FSE 2007/2013” – dicembre 2010;
2) Né questo Avviso Pubblico, né il Decreto n.76 del 12 gennaio 2011, sono stati mai modificati;
3) In nessuna parte del decreto e dell’Avviso si fa riferimento al contratto nazionale di lavoro dei giornalisti, difatti, all’art. 13, comma 1, dell’Avviso sono riportate in maniera inequivocabile le uniche modalità di stipula del contratto;
3) Il verbale n.1 (della Commissione di Estrazione) pubblicato sul portale web della Regione Calabria (CalabriaEuropa), in adempimento ed in osservanza all’art. 7, riporta esattamente la dicitura contenuta nell’Avviso citato ed Decreto sopra menzionato.
A questo punto vorremmo capire da dove, il Segretario Parisi, ha copiato le parti virgolettate, riportate nella sua nota e sul sito “GiornalistiCalabria.it”, così si avrebbe la possibilità di leggerle direttamente. Noi, malgrado la nostra ricerca, non siamo riusciti a trovarle in nessun atto ufficiale. In altre sedi saranno approfondite, eventuali responsabilità che scaturiranno dalla pubblicazione di atti falsi”.